Chi sono

Nata e cresciuta a Roma, ho conseguito la mia prima laurea in “Scienze e Tecniche Psicologiche di Valutazione Clinica nell’Infanzia, nell’Adolescenza e nella Famiglia” nel 2013, presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Due anni dopo, nel 2015, ho ottenuto con il massimo dei voti e la lode la laurea magistrale in “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” presso l’Università Pontificia Salesiana. Durante l’anno successivo mi sono dedicata al tirocinio post-lauream mettendomi alla prova nell’ambito sociale, presso una cooperativa di promozione sociale per adolescenti, e nell’ambito evolutivo, presso un centro polifunzionale orientato al sostegno psicologico di bambini, adolescenti, adulti, gruppi e famiglie. Nel frattempo ho arricchito la mia formazione con un Master sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) ed una serie di corsi di approfondimento incentrati sulla valutazione dei suddetti Disturbi e sul lavoro pratico con bambini e adolescenti affetti dagli stessi oltre che da altre condizioni cliniche, quali il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). A seguito di tali esperienze ho sostenuto l’esame di stato, al cui superamento ha fatto seguito l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi del Lazio (N° iscrizione: 23855).
Ad oggi lavoro come psicologa libera professionista presso una Cooperativa tra Professionisti di cui  sono socia e proseguo la mia formazione frequentando un Corso quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia ad approccio umanistico e bioenergetico ed un corso di formazione in Mindfulness.

Il mio approccio all'altro

Sin dai primi anni della mia formazione ho sentito una forte  spinta motivazionale verso l’approfondimento delle tematiche legate in particolar modo all’età evolutiva e adolescenziale. Sostenere psicologicamente bambini e ragazzi con difficoltà emozionali, sociali, di adattamento o comportamentali vuol dire prendere in carico anche la loro famiglia e insieme accompagnare l’intero sistema verso un percorso di promozione del benessere di ognuno di loro e al contempo di tutti. Proprio per questo, in questi anni, mi sono occupata sia di consulenze volte prettamente ai minori che di incontri con i loro genitori ed ogni appuntamento, ogni scambio, condivisione  o emozione provata nel corso di tali incontri è stata un motivo di riflessione e crescita tanto per loro quanto per me.
Non amo considerarmi “arrivata”, non ho le verità in tasca o le soluzioni per ogni dubbio, problema o dilemma, non interpreto un sogno solo perché sono una psicologa. Il mio interesse è quello di ascoltare, accogliere e sentire, ma tutto ciò che emerge dagli incontri con i miei pazienti generalmente viene portato da loro e non da me, che altro non sono se non uno “strumento” per far emergere ciò che è già in ognuno di loro.

L'orientamento umanistico e bioenergetico

Dal 2018 sono in formazione come psicoterapeuta in una scuola di specializzazione quadriennale ad orientamento umanistico e bioenergetico.
Secondo la mia personale concezione ed esperienza, essere una psicoterapeuta umanistica e bioenergetica vuol dire approcciare la persona con l’intento di favorire il massimo sviluppo delle sue potenzialità, della sua creatività, della sua libertà, della sua autoespressione, nonché della sua autorealizzazione, così come teorizzato dai principali esponenti della psicologia umanistica, quali Abraham Maslow e Carl Rogers, L’approccio bioenergetico mi porta poi a considerare il paziente nell’ottica dei blocchi emotivo-muscolari che possono limitare la libera espressione di emozioni e contenuti spesso rimossi già nel corso della prima infanzia. Questo mi induce a prestare con costanza attenzione al modo in cui l’altro si muove, respira e si esprime e dunque ad addentrarmi nella scoperta dell’altro dal punto di vista del corpo e non solo della mente.
La Bioenergetica, come teorizzato più volte da Alexander Lowen, si presenta infatti come una forma di terapia in grado di associare ad integrare il lavoro sul corpo a quello sulla mente per aiutare l’altro a risolvere i propri problemi emotivi e promuovere la propria possibilità  di sperimentare piacere e gioia di vivere. In questo modo, con empatia, accettazione e fiducia nell’altro è a mio parere possibile avviare un percorso di reale sostegno e aiuto.