L’impatto psicologico del rientro a scuola: cosa sapere e cosa aspettarsi dagli studenti

Il 14 settembre, dopo circa 6 mesi, la maggior parte degli studenti italiani farà il suo rientro a scuola e la routine quotidiana subirà così l’ennesimo grande cambiamento. Dalle giornate trascorse in casa, senza grandi impegni, appuntamenti o orari da rispettare si tornerà alla sveglia alle 7 del mattino, alle corse a  scuola nel traffico e alle tante ore da trascorrere non più sul comodo divano di casa, magari con cellulari o joystick alla mano, ma sul banco, monoposto questa volta, che se da una parte riduce il rischio di possibili nuovi contagi dall’altra limita le interazioni sociali e la possibilità, per gli alunni, di beneficiare della vicinanza del proprio compagno. Ci saranno poi delle novità e non saranno costituite da nuovi insegnanti o nuovi compagni di classe, ma da nuove modalità di convivenza volte a ridurre il rischio di contagio e fatte di distanze, mascherine e gel igienizzanti.

Dal punto di vista psicologico tali aspetti possono avere una grande rilevanza ed un enorme impatto sulla vita emozionale degli alunni di qualsiasi età e livello di scolarizzazione. Per i più piccoli lo stress maggiore può essere probabilmente ricondotto al doversi separare dalle figure di attaccamento primarie, nonni inclusi, dopo mesi e mesi trascorsi in casa con loro. Per i più grandi invece lasciare la didattica a distanza per tornare a quella in presenza può legarsi al timore di una minor comprensione da parte degli insegnanti nei confronti di loro lacune o difficoltà di apprendimento e all’ansia o alla paura di richieste, sul piano della didattica, sempre più impegnative.

Sulla base di tale presupposto è molto importante che gli adulti di riferimento siano in grado di comprendere ed accogliere i possibili vissuti di insicurezza, ansia, stress, demotivazione e disagio che potrebbero accompagnare il rientro a scuola degli studenti, di modo da poter progressivamente favorire il loro processo di adattamento e la promozione di un maggior benessere.

Affinché ciò avvenga particolarmente utile potrebbe essere aiutare bambini e adolescenti a riprendere già dalle settimane precedenti il rientro effettivo a scuola una routine simile a quella che ci si aspetta durante l’anno scolastico, dallo svegliarsi presto la mattina alle attività sportive il pomeriggio. In questo modo essi possono progressivamente riadattarsi ai ritmi di un tempo e vivere come meno traumatici i mesi a venire.

È auspicabile inoltre che vi sia una buona collaborazione e disponibilità al dialogo fra scuola e famiglia, di modo da poter identificare con rapidità le situazioni di maggior disagio o malessere e, nel caso in cui la loro sperimentazione risulti eccessivamente intensa o comporti eccessive compromissioni del funzionamento quotidiano (come ad esempio il non voler andare a scuola la mattina), può essere utile per i genitori far riferimento ad  uno psicologo. Questo può infatti aiutarli e aiutare il minore ad elaborare i cambiamenti in atto, e le emozioni a questi legate, favorendo così un maggior benessere emotivo. Il periodo che abbiamo vissuto, i cambiamenti in atto e le accortezze sul piano comportamentale e relazionale che si chiede di rispettare ai nostri bambini e ragazzi possono infatti costituire delle vere e proprie fonti di malessere ed è bene saperle accogliere e comprendere per poter intervenire al fine di ridurre al massimo il loro impatto sulla vita emozionale dei nostri studenti.